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PARTIZAN VALPREDA
Ad imperitura memoria del Popolo Sovrano le gesta atletiche della squadra di calcio a 5 pi?rchica del Pianeta. Una via di mezzo tra il Santos di Pel蠥 L'Armata Brancaleone di Mario Monicelli.
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11.10.2009
2010: rifondazione 2
A giugno 2009 sembrava ormai che la storia ponesse la parola fine alla favola (o per alcuni l'incubo) del Partizan Valpreda. Infatti le indiscrezioni di fine anno parlavano di un Prasciolu a fine carriera, di uno Spiga acciaccato, di un Fai sovraimpegnato, di un Mereu in rotta con la società e di un Pusceddu ormai scomparso dalla circolazione. Insomma il "nocciolo sardo" era perso e l'organico ridotto all'osso. Ma a settembre la notizia che il fuggiasco Mereu avesse trovato un'accordo con il Piumazzo (che squadra del...) si rivela la scintilla che rinfervora il fuoco della speranza mai sopito nel cuore delle vecchi guardia. Pistis, Aloe e Scardamaglia tentano di rifondare per la seconda volta un specie di squadra che sia degna dell'armata brancaleone dei bei tempi. Be intanto possono contare su due elementi di valore riconsciuto come il portiere Corti e la pantera Chighine. MA NON BASTA. Servono un playmaker, un difensone e una punta. Scardamaglia con le sue doti di manager di stampo moggiano riesce a reclutare 2 promesse del calcetto emiliano (chepoi si riveleranno promesse del calcetto calabro) e nell'ultimo quarto d'ora del mercato tira fuori dal cilindro il terzo elemento tale Ettore anche lui manco a dirlo dalla terra dei Bronzi di RIace. Anche Pistis e ALoe non stanno a quardare, sennonchè Aloe promette mari e monti e sponsor per poi tornare a mani vuote, mentre Pistis pesca il romario siculo - Giuseppe Scuderi - strappandolo al divano di casa sua e alla playstation. Completa la rosa il mitico mediano metodista Chicco Serra che verrà attivato a chiamata in caso di bisogno visto i sui impegni amatoriali. QUindi anche quest'anno il Partizan c'è! Si gioca a castelmaggiore solo per motivi logistici - altrimenti NUNZIO sai che avremmo preferito il tuo stile. Stile che infatti sin dalla prima giornata ha dimostrato essere in difetto all'organizzatore OPES che tutto ha fuorchè il buon senso. Arrivati in ritardo di 15" i partigiani si sono trovati sconfitti per 4-0 nella prima giornata di campionato. Senza citare l'impossibilità a torvare parcheggio, il fatto che c'è qualcuno che fa 40 km per giocare a calcetto, i tempi tecnici per preparare la prima giornata, io mi chiedo: ma costui ha mai sentito parlare dell'interpretazione delle regole? o semplicemente non si pone la domanda che se 2 squadre arrivano in ritardo alla 1a gg magari c'è bisogno di più tempo? o magari basterebbe gnetilmente aprire la bocca dicendo "dai ragazzi che è tardi" quando li passiao di fronte? vabbè mi fermo qui.. Cmq a parte questo, l'amichevole disputata lascia be sperare. Il risulato finale 5-3 per gli avversari nasce dalla scarsa forma atletica ma per larghi tratti il partizan ha mostrato carattere, tecnica e buona trama di gioco. Unica nota stonata è il povero panterone, che mai aveva realizzato un goal del genere con tale precisione e cattiveria. SI è beccato un calcione assurdo, speriamo recuperi presto perchè Aloe li da solo soffre di solitudine;) Bene, in bocca al lupo a tutti per la nuova stagione, e buon divertimento! Aspettiamo sempre l'ex mister;)
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ore 10:21 [ ] |
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15.02.2009
Il Partizan sta con Soru
Sperando di interpretare una speranza comune a tutti i giocatori del partizan - sardi e non - perchè dalla Sardegna parta il declino di quello che è un vero tiranno moderno. Mi raccomando con gli EAM cerchiamo di vincere... http://www.youtube.com/watch?v=XLPOLdpdFPM
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ore 19:34 [ ] |
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06.01.2009
Che abbia inizio il nuovo anno..
Il Partizan Valpreda entra nel suo 7° anno di vita. E si, era il 2002 quando un giovane calabrese senza paura iscrisse, per noia o per sfida – o più semplicemente perché ci faceva le 150 ore – la sua squadra al torneo di calcio a 5 del CUSB. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e molti campioni hanno vestito quella maglia. Come dimenticare il mitico Giampaolo Scardamaglia, portiere per dovere e cantate metal per passione; il bomber Alessandro Mucelli - “rabbioso serpente velenoso” come lo definivano le cronache di allora. E poi i fratelli Aloe, Luca Gardinale, Simone Pistis, gli amici racimolati all’ultimo minuto, senza dimenticare lui, l’unico, l’inimitabile, il mitico capitan Musina. Glorioso passato si, ma anche un felice presente. Da 2 anni il Partizan si è rifondato inizialmente grazie alle capacità manageriali di Mister Paone e successivamente per merito dell’enfasi agonistica del Rag. Fara. Un gruppo capace di conquistare un 6° posto nella lega di casalecchio 2006-07 e di arrivare ai quarti di finale del torneo di via agucchi dello stesso anno. Poi un 2008 caratterizzato da alterne fortune, la pessima prestazione al torneo dell’aeroporto e il passaggio ad una nuova sfida: il super competitivo torneo OPES. Il bilancio per ora, dopo un iniziale exploit, è di un’anonima metà classifica che non può soddisfare i tifosi partigiani. La squadra è forte, l’acquisto di Fai ha completato il reparto arretrato e il Partizan mostra eccellenze in tutte le zone del campo. Troppi punti sono stati persi per scarsa concentrazione o mancato agonismo. Adesso è arrivato il momento di lottare, anche se senza un allenatore – Mister Fara latita ormai da diversi mesi citando come scusa dei corsi di materie imprecisate – perché quella squadra dalla buona trama di gioco non vada a scivolare inesorabilmente verso le ultime posizioni. Il 5° posto deve essere l’obiettivo a cui ambire. Giovedì arrivano proprio i quinti in classifica. Serve corsa (nonostante le feste), cattiveria (Prasciolu docet) e voglia di vincere. Altrimenti se è solo per divertirsi andiamo a giocare ai Giardini Margherita. 
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ore 19:13 [ ] |
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26.12.2008
Il poeta del Partizan
Quando non giocare nel Partizan si rivela un bene...Francesco Aloe fratello del noto centravanti della squadra partigiana, eccelle nel campo letterario con il suo romanzo "Vertigine". Francesco era entrato nel Partizan fra mille proclami:"Oscurerò l'estro di mio fratello", "non farò rimpiangere le zampate di Alessandro Mucelli".Dichiarazioni vibranti che però ben presto si rivelarono prive di fondamento. Infatti l'aitate talento di Maida venne utilizzato con il contagocce sia da Mister Fara che da Mister Paone. I tifosi lo ricordano per la famosa diatriba online dove cercò di dimostrare come il fratello di vieri fosse meglio di vieri..insomma bei tempi.. alcuni ora potrebbero dire: "non aveva altre alternative" altri "il partizan è cultura a 360°"..in realtà nessuno dice niente per cui è giusto che anche il popolo partigiano sappia di avere il suo poeta.. bravo francè! "Vertigine" e' il romanzo d'esordio di Francesco Aloe. Protagonista e' Frank, detective italiano che vive a Oslo. Appassionato di misteri legati al 2012, vede cambiare la sua vita quando deve indagare su un omicidio avvenuto a Undreal, piccolo villaggio della Norvegia. Un po' thriller e un po' noir, "Vertigine" e' un romanzo violento e delicato, crudo e romantico, introspettivo ma d'azione.Il lettore si trova proiettato in un mondo di menti fragili, un luogo non comune, da esplorare. 
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ore 17:22 [ ] |
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02.11.2008
AC BARCA – PARTIZAN VALPREDA 4 - 1
AC BARCA: Calzati Claudio(1) Pellini Daniele(1) Bettini Claudio(1) Marchesini Mirco(1) PARTIZAN VALPREDA: Spiga Luca(1)BESTPLAYER: Pellini Daniele(AC Barca) voto 7BESTGOALKEEPER: Arbizzani Fabio(AC Barca) voto 7,5Ammoniti: Corti Davide(Partizan Valpreda)
CRONACABig match della serata. Gli assetti ad inizio gara sono per il Partizan: Prasciolu e Mereu nella linea difensiva, Pistis di supporto all’unica punta Aloe. Risponde la Barca con la difesa a due Chetti e Zini, con Pellini a supporto di Bettini. Sulla scacchiera le pedine sono speculari ed infatti all’inizia regna un sostanziale equilibrio. Il primo a rendersi pericoloso è capitan Pellini(B) con Corti(P) attento. Probabilmente sfugge all’arbitro ed al commentatore un fallo di mano in area di un difensore Partizan, ma i ragazzi della Barca sono come sempre irreprensibili e non protestano più di tanto. Arbizzani(B) comincia lo show parando di piede su Aloe(P) che mira nell’angolo. Anche Corti(P) non è da meno impedendo a “Bet” la gioia della segnatura. E’ il turno di Chighine(P) a tenere sempre vigile Arbizzani(B), mentre Chetti(B) scaglia un siluro a fil di palo. Capitan Pellini decide che è ora di iniziare le danze e segna con tiro secco e preciso direttamente su calcio di punizione. Pistis(P) sfiora il pareggio, ma da lì in poi il Partizan non riuscirà ad esprimersi brillantemente come nelle precedenti due vittorie di campionato. Aloe(P) è il più tenace a provarci ed in chiusura di tempo sfiora la traversa, tentando il gol con una palombella, vedendo Arbizzani(B) fuori dai pali.Il II tempo si apre con ripetuti tentativi di Chighine e Spiga ma risultano infruttuosi. Da posizione decentrata Spiga(P) è comunque abile ad indovinare l’angolo giusto ed agguantare un pari tutto sommato giusto. Pellini(B) serve un comodo pallonetto a Bettini(B) ma manca l’occasione propizia. Chighine(P) perde il tempo da solo davanti al portiere Barca. Spettacolo quando Spiga tira al volo con precisione e potenza, ma Arbizzani(B) risponde da campione. Pellini(B) ruba la palla ad una disattenta difesa avversaria ma la conclusione è fortunosamente deviata in angolo. Seguono due occasionissime per parte a firma di Chetti(B) e Mereu(P). Una vibrante protesta di Corti(P) per un fallo di mano non sanzionato costa il giallo al bravo numero uno del Partizan, che nulla può su un micidiale contropiede Barca finalizzato dal sempre efficace Calzati(B). Le squadre sono molto lunghe e Bettini(B) può sprigionare la sua insistente e tambureggiante ricerca del gol raggiungendolo con una buona esecuzione. Prima e Prasciolu a tentare un improbabile rimonta, poi è Spiga(P) a costringere Arbizzani(B) agli straordinari. Pasin(B) meriterebbe il gol per la buona vena che lo sorregge anche come suggeritore delle punte, ma è Marchesini(B) ad affondare il colpo in una difesa Partizan ormai sfilacciata per il 4-1 finale. COMMENTO TECNICOSicuramente due squadre da parte sinistra della classifica, quanto in alto è presto per dirlo. Ac Barca si presenta con una panchina molto lunga e, con questo assetto, può impensierire qualunque squadra. Tutti i giocatori stasera hanno offerto una prova tonica e convincente, con pochissimi errori e tanta attenzione difensiva dove peraltro Arbizzani(B) appare particolarmente in forma. Partizan bravo per tre quarti di gara, ha pagato a caro prezzo qualche disattenzione difensiva. L’impressione è che l’assetto tattico trovi migliore collocazione in quel di Castelmaggiore. CLASSIFICA GIORNATA 4
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ore 20:52 [ ] |
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16.10.2008
Partizan Valpreda - Doreca 1-4
tratto da sito www.opesbologna.it PARTIZAN VALPREDA: Scardamaglia ( 1 ) DORECA: Tomba ( 1 ) , Matteucci ( 1 ) , Calisti ( 2 ). Best player Calisti voto 7 Best Goalkeeper Piancastelli voto 8 Chiudiamo la serata con un altro big match , tra due compagini che hanno dimostrato una grande condizione nella giornata precedente. Parte forte il Doreca con il destro di Mastromattei che termina a lato. Poco dopo ad esultare è Matteucci ( Dor ) che raccoglie l'assist di Calisti e batte l'incolpevole Corti ( Par ). Reagisce il Partizan con Fai ma stasera Piancastelli è insuperabile e si oppone con una bella parata a terra. Altrettanto fa Corti ( Par ) quando si oppone ad un missile-punizione di Calisti ma , sulla ribattuta piomba lo stesso Calisti e sigla il due a zero. Un minuto più tardi ancora Calisti coglie il palo su calcio piazzato. Stessa sorte tocca a Pistis ( Par ) poco dopo a termine di un bel contropiede caratterizzato da una conclusione insidiosissima che accarezza il palo e va sul fondo. I portieri a questo punto giocano un ruolo fondamentale e si superano in varie corcostanze sulle occasioni di Fai ( Par ) , Mastromattei ( Dor ) e Calisti ( Dor ), prima del duplice fiscio dell ' arbitro. Nella ripresa , i Doreca provano a chiudere il Match con Pazzaglia e Mastromattei che però sono imprecisi. Risponde prontamente Fai ( Par ) , ma stasera Piancastelli è una saracinesca e para tutto. Tomba ( Dor ) poco dopo coglie il palo dopo una bellissima azione corale. Finalmente il Partizan accorcia le distanze , con Scardamaglia che conclude una bellissima azione di contropiede. Siamo sul due a uno per i Doreca , ma il Partizan adesso ci crede e attacca a spada tratta ma Piancastelli è ancora attento e sicuro. La doccia fredda arriva per il Partizan quando , Tomba raccoglie l'assist di Calisti e mettre in rete. La gara adesso è chiusa. Allo scadere arriva la perla di Calisti che in contropiede aggira il portiere avversario e appoggia in rete a porta sguarnita. Finisce 4 – 1 per i Doreca una partita molto equilibrata e corretta. I Doreca hanno sicuramente espresso sicuramente qualcosa in più rispetto al Partizan ma devono dire grazie ai miracoli di Piancastelli che in tantissime occasioni è stato decisivo. Un portiere così è fondamentale per qualunque compagine. Il Partizan dal canto suo , ha giocato una buona gara e si conferma una delle squadre più attrezzate del campionato complice anche la sua panchina lunga.
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ore 19:33 [ ] |
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05.10.2008
Si ricomincia: OPES LEAGUE 2008-09
Nuove sfide attendono un Partizan Valpreda che dopo due stagione segnati da alti e bassi conferma in pieno l'organico e punta a non sfigurare nel nuovo campionato di Castelmaggiore e Calderara. Il compito appare arduo per gli uomini di mister Fara che quest'anno potrà contare anche su un nuovo acquisto, fortemente voluto dall'ala sardista della squadra, un coriaceo difensore che darà una mano a Prasciolu e Scardamaglia nelle loro quotidiane aggressioni alle gambe avversarie. Domani agli ordini di Fara (che cmq ha già detto che non ci sarà - iniziamo bene) di aduneranno dunque ben 10 guerrieri ben ripartiti nei diversi ruoli. L'unico a non avere sostituti sarà il confermatissimo "uomo ragno" Corti ormai anche grafico pubblicitario della compagine partigiana. Qui potete ammirare il nuovo logo del PArtizan, pesato e realizzato dal N.1 siculo-veneto. Insomma le premesse ci sono tutte: se Luca si sistema il piede rotto, se Luigi non prende più pali, se Gennaro non si intrstardisce a tirare le punizioni anche dalla sua area e se qualcun'altro (senza fare nomi) corre un po' di più..insomma..potrebbe essere un grande anno.. per il calendario: http://www.opesbologna.it/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=31 
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ore 19:41 [ ] |
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24.06.2008
Discorso allo spogliatoio.
Liberamente ispirato a questo: http://it.youtube.com/watch?v=htT6p2zth70 … Non so cosa dirvi, davvero. O meglio lo saprei anche, davvero. Ma non mi va di insultarvi solo perché la Dea Eupalla non vi ha dotato di quei talenti che vi avrebbero permesso, nell’ordine, di guadagnarvi da vivere prendendo a calci un pallone e di trombarvi Elisabetta Canalis o Melissa Satta tutte le sere… Non è colpa vostra, davvero… Siete scarsi e siete l’unica squadra di cui potrei essere l’allenatore…Non è colpa vostra, davvero. Del resto non è neanche colpa mia... Manca solo qualche ora alla nostra più difficile sfida professionale (dopo quella con la Cooperativa Asfaltatori Rumeni&Associati, ovviamente)… Tutto si decide oggi, ma anche nella partità dei Santa Viola giovedì. Ora, o noi risorgiamo, come squadra, o cederemo. Un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Non siamo all’inferno, signori, siamo al campo dell’aereoporto… Chi è stato all’inferno dice che li la compagnia ed il clima sono forse peggiori ma almeno non ci sono zanzare. Di nessun tipo… Credetemi. E possiamo rimanerci ai campetti dell’aereoporto a farci pungere dalle zanzare e dagli avversari. Oppure… Oppure possiamo aprirci la strada verso la luce… Possiamo scalare le pareti dell’inferno. Un centimetro alla volta. Anche due, se gli avversari ce lo permettono e se Luca Spiga, il nostro piccolo-grande faro, è in giornata... In ogni caso io non posso farlo per voi… Sono, se possibile, ancora più scarso di voi. Più scarso persino di Pusceddu e di Aloe messi insieme, e non ho detto Garrincha e Pelè, ho detto proprio Pusceddu ed Aloe… Mi guardo intorno, vedo i vostri volti più giovani del mio (escluso quello di Pistis che ormai pare mio zio) e penso… … Penso che ho commesso tutti gli errori che un uomo della mia età possa compiere… Non contento mi sono persino messo avanti con il lavoro e ne ho commesso qualcuno di quelli che solo uno più anziano potrebbe compiere. Ho sperperato i miei pochi soldi ed i miei pochi talenti di allenatore. E da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio… Ho attaccato la faccia di Pistis, nel mio specchio… Sapete, con il tempo alcune cose ci vengono tolte, altre non ci sono mai state date e beh, penso proprio che ormai non ce le daranno più… Potremmo provare a prendercele, forse. Ma questo, sapete, fa parte della vita… Però tu lo impari solo quando cominci a perdere… Ed il Partizan questa lezione la ha imparata presto, cominciando a perdere fin dalle sue prime uscite in Via del Carpentiere. Eravamo in pochi, allora. Il figlio del Pistis che oggi gioca con noi, il buon Aloe e Scardamaglia. All’epoca Scardamaglia sapeva solo tirare le punizioni. Ora nemmeno quelle…. Comunque, dicevo, in entrambi i giochi, la vita ed il calcio, il margine di errore è ridottissimo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non c’è la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi. Ce ne sono in tutti e due i tempi della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. Nel Partizan Valpreda si combatte per un centimetro e per una birretta. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro ed una birretta. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per quel centimetro e quella birretta… Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri e quelle birrette il totale allora farà la differenza tra vivere e morire, Iva esclusa. E voglio dirvi una cosa. In ogni scontro è colui che è più forte che vince… Ma c’è una cosa che anche il più forte non può comprare… Una cosa che non vendono nei supermercati… Una cosa che non si insegna in nessun corso al mondo… Una cosa che può permettere a Davide di battere Golia, alla Grecia di vincere un’edizione degli Europei ed a Borriello di fare 20 gol in serie A… Quella cosa, signori miei, nel calcio cosi come nella vita, è il culo… La botta di culo insperata ed inattesa… E’ voglio dirvi un’altra cosa: in ogni scontro è colui che è disposto a morire che guadagnerà un centimetro ma se l’altro ha una botta di culo hai voglia di esser disposti a morire e guadagnare centimetri... Il Gastone della situazione ve la buttera inderposto e tanti saluti alla vostra voglia di morire… E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché avrò una botta di culo, enorme, immensa, inaspettata. Io non posso obbligarvi a lottare, ma non posso nemmeno impedirvi di sperare in un colpo di Fortuna. Dovete guardare in faccia il compagno che avete davanti, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. A meno che non guardiate Pistis. In quel caso vedrete un flaccido signore di mezza età che trotterella verso la pensione calcistica… Questo è essere una squadra, signori miei... Perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo, oppure giovedì prossimo ci vediamo al Pratello per una birretta insieme che tanto di farsi pungere dalle zanzare pure in semifinale non è che abbia poi tutta questa voglia...
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ore 16:35 [ ] |
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16.06.2008
The Return of "Minchi One"
Salve a tutti, in questi mesi sono stato impegnato a Coverciano in un corso di "Simpatia Intensiva" tenuto dai maestri Josè Mourinho e Fabio Capello. Ho colto l'occasione per spiare i loro segreti e cosi stasera tornerò a guidare il Partizan Valpreda con rinnovato vigore. In questi mesi ho anche messo a punto un mio decalogo liberamente ispirato a quello di "The Special One" (nell'ambiente noi allenatori abbiamo tutti un soprannome: il mio è "The Minchi One"...) Per completezza riporto il suo in blu ed il mio in rosso. 1 – Alla base di tutto ci sono le motivazioni: chi non le ha, si accomodi alla porta 2 – Voi siete i miei giocatori, quindi siete i più forti del mondo 3 – Seguitemi ciecamente, vi porterò al trionfo 4 – La colpa della sconfitta è mia, la responsabilità di tutti 5 – Parleremo spesso con tutti i giocatori, ma alla fine deciderò io 6 – Squadra ideale? Portiere bravo, difensori alti e veloci, un centrocampista di contenimento e attaccanti che corrono 7 – Non importa quanto tempo gli avversari hanno la palla: a noi basta un’azione da tre secondi per segnare 8 – Il gioco non dev’essere bello a vedersi, basta che ci faccia vincere 9 – Mai concedere corner e punizioni dal limite: sono mezzo gol 10 – In un grande club non basta essere buoni allenatori, bisogna anche essere bravi comunicatori. - Alla base di tutto ci sono le motivazioni. Sappiate comunque che io vi preferirei meno motivati e più tecnici.
- Voi siete i miei giocatori. Quindi, molto probabilmente, non siete i più forti del mondo.
- Seguitemi ciecamente, vi porterò nella più vicina osteria.
- La colpa della sconfitta è vostra. La responsabilità pure. La quota d’iscrizione anche.
- Parleremo spesso con tutti i giocatori, raramente di tattica.
- Squadra ideale? Le Zanzare Tigre (o al limite il Real Panama: di sicuro non voi.)
- Non importa quanto tempo gli avversari hanno la palla: a noi basta un azione di tre quarti d’ora per segnare (ammesso che Aloe non decida di fare uno dei suoi colpi di tacco).
- Il gioco non deve essere bello a vedersi – Su questo punto, direi, non abbiamo problemi - Basta che ci faccia vincere – Su questo punto, invece, abbiamo dei grossi problemi.
- Mai concedere corner o punizioni dal limite: sono mezzo gol. A meno che Corti non sia in giornata di culo.
- In un grande club non basta essere buoni allenatori, nel Partizan Valpreda basta e avanza.
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ore 14:19 [ ] |
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17.05.2008
PARTIZAN VALPREDA – I VECCHI 4-3
Mereu (3), Spiga Nuova avventura per i partigiani chiamati a riscattare l’opaco piazzamento del torneo di Casalecchio di fronte al pubblico fighetto del Tennis (e anche calcetto) Club dell’aeroporto di Bologna. I pronostici non sono a favore della compagine sardo-calabra-siciliana che si presenta all’importante appuntamento priva di un allenatore, due attaccanti e un jolly. Fara infatti si rende indisponibile all’ultimo momento, Aloe ha la giustificazione lavorativa mentre Chighine preferisce calcetti di bassa lega all’onore di vestire la maglia Partizan e infine Pusceddu forse non riesce a trovare il campo. Si parte con poche speranze e tanti timori, non tanto per la forma atletica (Mereu si è allenato sul difficile tracciato Manzolino-Castelfranco Emilia, Prasciolu lo ha osservato sorseggiando una birra (o forse due) al nuovo bar del paese “I tre sardi”, Scardamaglia ha ripetutamente salito i gradini del autobus che lo porta a lavoro, Pistis ha rafforzato la massa muscolare schiacciando zanzare a Molinella, Spiga e Corti non hanno mai avuto bisogno di allenarsi e hanno perseverato su tale linea) quanto per i numeri della squadra che ha a disposizione un solo cambio contro i 25 degli avversari. I primi 10 min sono un assedio all’area partigiana con I Vecchi (che poi tanto anziani non erano) che costringono il Partizan nella sua metà campo con una trama di passaggi avvolgenti che per poco non soffocano la retroguardia ballerina. Il Partizan è più farraginoso, non trova le combinazioni di un tempo e cerca pertanto di limitare i danni. Col passare dei minuti però la banda, orfana di Fara, capisce che gli avversari non sono poi così trascendentali e prende coraggio. E così su azione di contropiede arriva il vantaggio sul’asse Ales-Lunamatrona con Mereu che realizza il primo gol Partizan del torneo. Per i Vecchi è un duro colpo che probabilmente non meritavano ma che viene immediatamente seguito dalla beffa: altro contropiede impostato sempre da Spiga e finalizzato dallo scatenato Mereu che in diagonale infila il raddoppio. Si va al riposo sul 2-0 per i rossi partigiani, nessuno vuole crederci. La ripresa inizia con lo stesso tema, Vecchi all’attacco e Partizan pronto a partire di rimessa. Come al solito però la storia si ripete e il Partizan sciupando il gol del ko più volte cade in catalessi e permette ai Vecchi di accorciare le distanze. Negli occhi degli uomini mostratisi finora forti e valorosi inizia a diffondersi il terrore di una rimonta vista più volte. Timori fondatissimi perché nel giro di pochi minuti i Vecchi pareggiano su dormita generale della difesa e trovano addirittura il vantaggio insperato fino a quel momento. Sembra finita ma non lo è. Evidentemente il Partizan non vuole passare per squadra senza cuore (e gambe) e con le ultime residue energie prova a risollevarsi. L’occasione è un fallo laterale battuto furtivamente da Pistis (sempre lui in mezzo alle azioni al limite della regolarità) che pennella una palla d’oro per la testa di Spiga che lasciato solo trova l’angolo alla destra del portiere. I Vecchi che si erano fermati per un fischio di ripresa del gioco partito a loro dire (e forse a ragione) dopo che la palla era stata rimessa in gioco protestano furiosamente con l’arbitro che però non ne vuole sapere e conferma il 3-3. Per il Partizan sarebbe già grassa così ma evidentemente la fortuna era di zona martedì e così l’allegra brigata trova, ancora una volta in contropiede, la giocata vincente sull’asse Pistis-Mereu che imperioso ipnotizza il portiere avversario e gonfia la rete per il 4-3 finale. PAGELLE Corti 6,5: risponde presente i più occasioni facendosi trovare pronto soprattutto nelle uscite. Incolpevole sui goal presi. AVVOLGENTE Prasciolu 6,5: lavoro sporco per il trottolino di Manzolino che insieme al fido Scardamaglia mette sotto chiave una difesa perfetta nella prima frazione di gioco. Poi le forze iniziano a mancare e si fa quel che si può, ad esempio protestare. INDOMITO Scardamaglia 6,5: molto attento in fase difensiva forma ormai con Prasciolu un ottimo reparto difensivo. Non disdegna qualche calcio piazzato ma per quelli si aspettano tempi migliori..METICOLOSO Mereu 9: straordinario negli inserimenti in fase offensiva, chirurgico nella finalizzazione, decisivo. Per questa volta si possono abbuonare anche le disattenzioni difensive. INIMITABILE Pistis 5,5: cerca di correre il più possibile ma è sempre troppo poco. Per fortuna si riprende nel finale con gli assist per la rimonta, ma ha ancora tante zanzare da schiacciare per tornare in forma. DEGENTE Spiga 7,5: fa reparto da solo facendo salire la squadra con le sue progessioni o ispirando i compagni in più occasioni. Infine con una capocciata decisiva rimette la partita sui giusti binari. FARO
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ore 13:35 [ ] |
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11.05.2008
Calendario
| MARTEDI' | 13 MAGGIO | 21,50 | I VECCHI | PARTIZAN | | MARTEDI' | 20 MAGGIO | 21,00 | PARTIZAN | S.VIOLA ALL STARS | | GIOVEDI' | 29 MAGGIO | 21,00 | URBAN WAVE | PARTIZAN | | MERCOLEDI' | 4 GIUGNO | 21,50 | PARTIZAN | ZANZARE TIGRE | | GIOVEDI' | 12 GIUGNO | 21,00 | WARRIORS | PARTIZAN | | MARTEDI' | 25 GIUGNO | 21,50 | PARTIZAN | MACCARONE |
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ore 13:17 [ ] |
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19.04.2008
DEBELLATA LA ZANZARA TIGRE. Partizan Valpreda - Zanzare Tigre 5-5 (Prasciolu, Prasciolu, Scardamaglia, Mereu, Scardamaglia)
La vendetta è un piatto che va servito, se non freddo, quantomeno tiepido. E la partita giocata ieri dai partigiani valpredi è stata, a dispetto del pareggio finale, una impeccabile vendetta della Caporetto del girone d’andata soprattutto se si considerano le forze in campo, le numerose e non trascurabili assenze nelle file partigiane ed il modo in cui si era messa la partita. Insomma un punto che moralmente (anche in un mondo in cui la Morale è andata a mignotte e non ha più dato notizie di se) ne vale almeno tre. Passiamo alla cronaca. Il Partizan si presenta al Palla Allende senza nessuna ambizione se non quella di cercare di rimediare una figura decente o quantomeno una non-figura di merda. Il sette a zero dell’andata brucia ancora ma non più in maniera impellente: il tempo ed un campionato ormai privo di ambizioni hanno quasi rimarginato la ferita. Quasi. Perchè, sottotraccia, come un fiume carsico che aspetta solo lo sbocco giusto per risalire a galla, la voglia di rivalsa cova ancora - eccome se cova - anche se l’apparente disparita tecnica tra le due squadre non permette Proclami o voli pindarici di sorta. Ci pensa poi la sorte ad abbattere le già scarse possibilità di una prestazione decente: tre pilastri importanti danno forfait, chi per motivi d’ammore (il portiere in luna di miele a Parigi), chi per motivi di salute (il fantasista a tutto campo, per un attacco influenzale) chi per motivi sconosciuti (la punta, data per dispersa nelle brume padane: andando sempre dritto in mezzo al famigerato nebbione da Reggio Emilia s’è ritrovato, alla fine del viaggio, al casello autostradale di Brindisi Est.) Insomma senza il portiere titolare, senza colui che tenta di organizzare gioco e geometrie e senza il Cobra che da il colpo letale si può facilmente pronosticare più che una Caporetto una Waterloo: la disfatta finale di un esercito in rotta ed allo stremo, vinto nell’animo prima ancora che sul campo. Ed invece... Ed invece niente, le cose paiono ineluttabilmente andare proprio cosi a giudicare dai primi dieci minuti. Niente colpi di scena o clamorosi inciampi zanzarosi. Un-due-tre: Stella! Gli anofelici avversari bussano subito a coppe con tre gol frutto al 50% della loro bravura ed al 50% di imperizie difensive variamente assortite. In avanti il Partizan pare asfittico e malatticio: ci prova anche, e con una certa dignità ma, poverino, è un Partizan raffazzonato e senza il colpo in canna. L’unico attaccante partigiano presente al PallaAllende, tale Chighine, viene schierato in porta tanto per aggiungere un pò di pepe anarchico a quello che per le Zanzare Tigre appare già come un succulento sanguinaccio da succhiarsi golosamente e leccarsi persino le zampette. Il portiere avversario, come sempre un mix di bravura e di simpatica sfrontatezza (si tratta di uno dei più forti e simpatici portieri al mondo, solo la sfortuna gli ha impedito di calcare palcoscenici più prestigiosi come quelli dello Zelig o del Circo Togni) compie interventi di una facilità disarmante che impauriscono lo sterile attacco partigiano. Tre a zero in dieci minuti è un risultato che, seppure a qualcuno in panchina non appare da buttare via, inizia a far serpeggiare nelle fila partigiane lo sconforto e la volontà di dedicarsi ad hobby meno competitivi come la Ceramica o il Pattinaggio artistico. Ed invece... Ed invece c'è l'inversione di marcia, quello Spirito Anarchico e garibaldino che da sempre accompagna la Storia del Partizan Valpreda e ne è una delle sue componenti imprescindibili (impedendogli magari di vincere tre partite di fila ma regalando spettacoli impagabili come quello di ieri) si impadronisce dei giocatori e li guida in un turbillon di calcetto-champagne, culo, determinazione e tocchi di prima che nemmeno il più ottimista tra gli ottimisti avrebbe potuto immaginare. A suonare la carica è Prasciolu che prende due piccioni con una fava: segna e fa fare una figura di merda al zanzaroso portiere. Roba da non crederci, quello che fino a poco fa era sembrato l'allievo prediletto di Benjamin Price beffato da un innocuo calcio d'angolo che Mark Lenders-Prasciolu fa rimbalzare sui suoi simpaticissimi polpacci (anche se a fine partita Prasciolu ha tenuto a precisare “Capisco che possa sembrare un gol casuale ma in realtà è frutto di uno schema provato in allenamento, con una sagoma del Gabibbo al posto del portiere avversario”). Una rondine comunque non fa primavera e non basta un gol per dare un senso alla partita. Da quel momento però è come se si fosse spento l'interruttore nelle file zanzarose e si fosse acceso un immenso faro che conduce il Partizan all'approdo della miglior partita giocata nell'intera stagione. Ancora Prasciolu, di lotta e di volontà, infila il tre a due che porta le squadre al riposo con l'inerzia della partita che pare ormai cambiata, anche se nessuno osa dirlo o manifestarlo. Si torna in campo e quell'inerzia che pareva solo essersi leggermente spostata provoca una slavina. Il Partizan gioca la partita perfetta, scambi rapidi, ripartenze, compattezza granitica in difesa, concentrazione massima e le cosa facili riescono. E non solo quelle facili. Arriva infatti un gran gol di Scardamaglia, dalla tre quarti ad incrociare, un bolide terra-aria che centra il palo, rimbalza su Sbirulino, pardon, sul portiere avversario, e viene convalidato dall'arbitro nonostante le ronzanti proteste zanzarose. Un gol che di prepotenza entra nel Pantheon de “I Grandi Gol della Storia Partigiana” per fattura ed importanza. In merito al suo gol la dichiarazione di Scardamaglia è stata:" ARGHHHHHHHH." Che in lametino significa “Si, è stato un gran gol, ringrazio il mister che mi ha dato questa opportunità e faccio i miei complimenti agli avversari che hanno disputato una buona partita.” Con il pareggio raggiunto mancando ancora quindici minuti alla fine delle ostilità il Partizan è già soddisfatto e forse qualcuno firmerebbe anche per una onorevole sconfitta sette a tre o nove a tre. Ma lo spirito di cui sopra continua a far danni nell'area Zanzarica e con altri due gol da cineteca, di Mereu prima e ancora di Scardamaglia dopo, fissa il risultato sul cinque a tre. Le Zanzare paiono allo sbando ed arrivano al tiro solo da lontano o su calcio da fermo. Cercano di portare su di giri il loro motore ma il loro motore pare ingolfato. Trovano il gol del quattro a cinque su un piccolo pasticcio partigiano ed infine arrivano sul fischio finale ad un pareggio su punizione che forse brucia ancor più di una sconfitta. CHIGHINE. 8. Grande spirito di squadra ed attaccamento alla maglia. Per tre quarti di gara si sacrifica facendo in maniera impeccabile ed encomiabile il portiere. Il restante quarto lo gioca in avanti portando a 1232 minuti il suo ritardo da un gol su azione. SCARDAMAGLIA 9,5. Partita pressoché perfetta, buone intuizioni, fiato quanto basta e soprattutto due gol, dei quali uno da cineteca. MEREU 9. Puntuale e disciplinato come sempre, non tira mai indietro la gamba ed il cuore. PRASCIOLU 9,5. Impeccabile in difesa il tamburino sardo ha anche il grande merito di suonare la carica dando il via al rodeo partigiano. PUSCEDDU 8. Concentrato ed attento si attacca ai garretti avversari e non li molla fino a quando il fiato regge. PISTIS 9,5. Non segna ma disputa una delle sue migliori partite di sempre, alterna aperture ispirate a chiusure ringhiose, facendo egregiamente il lavoro di cerniera della squadra. CORTI, SPIGA, ALOE sv. Solo un commento: quando il Napoli vinse lo scudetto sui muri del cimitero partenopeo apparve una scritta “Che cosa vi siete persi...”. Quando tornate lo scriveremo con un Uniposca sui parafanghi delle vostre autovetture.
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ore 17:07 [ ] |
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03.02.2008
LA BALENA ROSSA NON MUORE MAI. Partizan Valpreda - La Nuit 0-2
Snodo decisivo nella stagione partigiana l'incontro con i nottambuli non è stato avaro d'emozioni e di colpi. Di scena certo, ma non solo. Elevando alla quarta lo scarto quadratico medio della somma delle età delle due rose si ottiene un numero prossimo a più infinito, ciò significa, tradotto in termini anagrafici, che i nottambuli erano decisamente più giovani degli avversari partigiani ovvero, come direbbe il buon Luca Spiga, che essi devono ancora assumere notevoli quantitativi di carboidrati prima di poter protestare dopo un fallo. Questa premessa anagrafica non è però ne un alibi ne una giustificazione postuma dato che, sul campo, il Partizan ha raccolto la sfida nottambula giocando una partita di grande sacrificio ed abnegazione senza sfigurare ed anzi incamerando meno di quanto meritato. Passiamo alla cronaca. Il Partizan si presenta alla sfida senza Pusceddu (Federico, alla terza assenza ti mandiamo la visita fiscale) e con un Mereu ancora acciaccato dai postumi di un'influenza. Pronti via La Nuit, come previsto, prende in mano le redini del gioco e tenta di scardinare da subito il frangiflutti partigiano. La diga partigiana pare reggere, sia pure con qualche fremito e senza però che gli incursori partigiani si dimostrino particolarmente intraprendenti nelle linee nemiche. Il vantaggio nottambulo è nell'aria e si concretizza con un gol di discreta fattura dell'avanti avversario che resiste a ripetuti tentativi di sodomia plurima effettuati da un Pistis ringalluzzito. Il moroso dell'avanti, il numero 6 nottambulo, assistendo alla scena non può rimanere a guardare e tenta subito di riparare all'onore perduto sferrando o tentando di sferrare un pugno all'audace lanuseino. Il quale a sua volta abozza una reazione inducendo l'arbitro all'espulsione di entrambi. Naturalmente era tutta una pantomima messa in atto dal Pistis su suggerimento della panchina per far espellere il numero 6, probabilmente il più forte (e sicuramente il più testa di cazzo) tra le fila avversarie. Uno a zero ed un uomo in meno per entrambi. Una soluzione quasi salomonica. Quasi. Per essere salomonica ci vorrebbe il gol partigiano che in tre-contro-tre viene sfiorato un paio di volte con una punizione a due che ancora grida vendetta. Comunque il Partizan continua a reggere l'onda d'urto ed anzi comincia a fare un paio di passaggi anche oltre la trequarti nottambula. Il buon Mereu verifica che non è il caso di correre inutili rischi ed il fiato per i sei eroici partigiani rimasti in campo comincia a scarseggiare. Si chiude il primo tempo. Boccheggiando. La diga che pareva reggere bene rischia di trasformarsi in un nuovo Vajont: mancano i cambi in difesa, il fiato è quello che è, gli avversari sono più giovani, il governo Prodi è caduto ed anche io non mi sento tanto bene. Ed invece viene fuori un Partizan di lotta che tira fuori capacità pneumatiche degne di un capodoglio inseguito dal capitano Achab ed annaspando e sputando sangue regge la sfida ed il passo dei giovani virgulti del calcio casalecchiese, un Partizan-Moby Dick che diventa monumento di se stesso e della sua presunta agonia fino a quando, a pochi minuti dal fischio finale, non incassa il secondo gol che di fatto dovrebbe chiudere la partita ed il torneo. Dovrebbe. Ma andatevi a rileggere il finale di Moby Dick e scoprirete che, alla fine, la Grande Balena sopravvive al suo ossessivo carnefice. Avanti Partizan, gli Hellas ci aspettano.
CORTI: 7. Comanda la difesa con attenzione e non si fa coinvolgere dal nervosismo della partita. ATTENTO. SCARDAMAGLIA 9. Non rifiata nemmeno un minuto. Non tira il freno a mano per tutta la partita. Si sacrifica in maniera ammirevole. MONUMENTALE. PRASCIOLU 8,5. Con Scardamaglia forma un duo impenetrabile per i giovanotti avversari. MASTINO. SPIGA 8. Si prende spesso la squadra sulle spalle: canta e porta la croce, porta la croce e canta. Non segna, certo, ma nessuno è perfetto. ISMAELE. PISTIS. 7. Fin quando rimane in campo non demerita, anzi, appare tra i più in palla. Sull'espulsione ha poche colpe ed un qualche merito. O'ANIMAL. ALOE. 7. Partita di lotta, non vede la porta nemmeno a pagarlo ma si mette al servizio della squadra. VUOLE GOL. VUOLE GOL. LA GENTE VUOLE SOLO IL GOL... CHIGHINE 6,5. Vedi Aloe, con qualche cedimento fisico in più. VUOLE GOL etc. etc. MEREU 6. Si presenta in campo nonostante l'influenza. Ci prova ma non è il caso. MALATICCIO.
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ore 15:59 [ ] |
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27.01.2008
MISSIONE COMPIUTA. Partizan Valpreda - All Net 6-2 (Pistis, Spiga, Chighine, Mereu, Aloe, Aloe).
Il Partizan di ieri sera
aveva un solo obiettivo: tre punti in saccoccia e tre punti in saccoccia sono
stati, ottenuti persino con una certa disinvoltura e senza troppe sofferenze.
Prima della partenza un
minuto di raccoglimento in ricordo dello scomparso Arrigo Boldrini (che la
terra ti sia lieve, compagno Arrigo, qualcuno prima o poi porterà a termine il
lavoro lasciato a metà nel 1945 e no, non sarà Uolter Ueltroni).
Passiamo alla cronaca.
Partenza sotto ritmo, il Partizan sa di essere superiore agli avversari
allnetici ma non si fida di una squadra che aveva chiuso il primo tempo del
turno di andata in vantaggio ed era stata capace di fermare i Gladiatori
qualche turno prima. Gli Allnetici paiono non avere nessun timore reverenziale
e giocano a viso scoperto, arrivando più volte al tiro anche se senza mai
impensierire seriamente il buon Corti, da parte sua il Partizan cerca di
controllare un avversario che sa di poter domare al momento opportuno. Un pò a
sorpresa (ma nemmeno tanto) gli All Net arrivano al vantaggio con un imparabile
tiro dalla sinistra sul quale Corti non può fare molto. Il vantaggio pare tutto
sommato meritato perchè fino a quel momento gli
allnetici pur non dando l’impressione di essere più forti avevano dato
la sensazione di crederci più dei partigiani. Il vantaggio allnetico in fondo è
però attendibile quanto la credibilità internazionale di Clemente Mastella e
Pistis, l’uomo dei momenti decisivi, il metronomo morale di questo Partizan,
decide che sette secondi è un tempo sufficiente per le ambizioni di vittoria
allnetiche ed infila subito il pareggio con un bolide che non gli riusciva dal
1986, durante un Lanusei-Arzana, campionati Pulcini Ogliastra 86-87. Il
pareggio è la scossa che serviva alla squadra e Spiga prima ed uno straordinario
eurogol di Chighine poi fissano il punteggio finale del primo tempo sul tre ad
uno. Missione compiuta. Il secondo tempo infatti è solo un esercitazione di
teoria e tecnica calcistica anche se gli Allnetici all’inizio non gettano la
spugna e provano ad imbastire una rimonta alla quale però manca il fiato oltre
che la tecnica. Ci pensa Mereu con un gol di ottima fattura ad anticipare di
fatto il triplice fischio finale portando il risultato sul quattro ad uno. Nel
finale momenti di gloria anche per Aloe che segna una doppietta intermezzata da
un gol allnetico che fissano il risultato finale sei a due.
Nelle tre partite fin qui
giocate nel nuovo anno (Caffè Albachiara, Gladiatori, All Net) il Partizan ha
svolto diligentemente il compitino portando a casa sette punti e dando alla
classifica un aspetto incoraggiante. Ma il vero Partizan dovrà venire fuori nei
prossimi tre incontri: La Nuit, Hellas, Bar Cristallo. Se in queste tre gare si
riuscissero a portare a casa tra i cinque ed i sette punti (vale a dire con
almeno due vittorie o con una vittoria e due pareggi) si potrebbe affrontare il
forcing finale Real Panama-Zanzare Tigre con qualche ambizione. Sotto i cinque
punti si potrebbe già iniziare a pensare ai Mondiali Antirazzisti.
Corti 6,5. Un paio di
ottime parate nobilitano una serata tutto sommato tranquilla. AL POSTO GIUSTO
AL MOMENTO GIUSTO.
Prasciolu 6,5. Il
pettirosso da combattimento non delude le attese. Ringhia e lotta quando serve,
proiettandosi di tanto in tanto anche in avanti. TENACE.
Mereu 7. Uno dei più in
forma del Partizan: buona parte della capacità pneumatica di tutta la squadra è
da ascrivere ai suoi polmoni. PENDOLINO.
Scardamaglia 6,5. Dato
l’impegno non troppo provante si prende qualche libertà di troppo in avanti
cercando il primo gol stagionale che non arriva. Non si macchia comunque di
sbavature particolari. TRANQUILLO, PRIMA O POI UN GOL LO FAI ANCHE TU.
Pistis 7,5. Il migliore
in campo. Detta spesso i tempi morali all’intera squadra e se avesse un pò di
fiato in più potrebbe aspirare a farlo anche in partite più impegnative.
PUNGOLO.
Spiga 7. In crescita
costante, il maghetto di Ales sta affinando le bacchette magiche per le partite
che contano. HARRY POTER.
Aloe 6,5. Due gol in
fotocopia a risultato aquisito ma anche una buona tenuta e un pò di lavoro
sporco. RANK XEROX. Chighine 6. Tira fuori (letteralmente) le palle in occasione del gol. Poi le rimette nel fodero e non incide come potrebbe e dovrebbe. PANTERA... ROSA.
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ore 15:54 [ ] |
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23.01.2008
Addio ad un grande tifoso (a sua insaputa) del Partizan Valpreda.
In occasione dell'incontro con gli All Net il Partizan Valpreda giocherà con il lutto al braccio (se avete una fascia nera siete pregati di portarla e cingerla al braccio) per onorare la memoria del Comandante Bulow, al secolo Arrigo Boldrini, comandante partigiano, Medaglia d'Oro al Valor Militare, scomparso ieri a Ravenna all'età di 92 anni. 
Queste le motivazioni ufficiali del conferimento della Medaglia d'Oro: "Ufficiale animato da altissimo entusiasmo e dotato di eccezionale capacità organizzativa, costituiva in territorio italiano occupato dai tedeschi due brigate di patrioti che guidava per più mesi in rischiose e sanguinose azioni di guerriglia. Nell'imminenza dell’offensiva alleata nella zona, sosteneva alla testa del propri uomini e per più giorni consecutivi, duri combattimenti contro forti presidi tedeschi, agevolando così il compito delle armate alleate. Successivamente, con arditissima azione, costringeva il nemico ad abbandonare un'importante località portuale adriatica che occupava per primo. Benché violentemente contrattaccato da forze corazzate tedesche e ferito, manteneva le posizioni conquistate, contrastando con inesauribile tenacia la pressione avversaria. Si univa quindi con i propri uomini alle armate anglo-americane, con le quali continuava la lotta per la liberazione della Patria".
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ore 11:15 [ ] |
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21.01.2008
Un punto ciascuno non fa male a nessuno (ma nemmeno bene). Partizan Valpreda - Gladiatori 1 -1 (Aloe)
Ancora una volta il Partizan Valpreda sceso in campo ieri sera contro i Gladiatori era di fronte ad un bivio: una vittoria ed i relativi 3 punti avrebbero significato rilanciarsi in maniera decisa per il discorso play-off mentre una sconfitta ed i relativi 0 punti incamerati sarebbero equivalsi al definitivo abbandono di qualunque sogno di gloria e la condanna ad un campionato anonimo da sparring partner o poco più. Alla luce di questa dirimente premessa come giudicare allora il pareggio ed il punticino incamerato? Ci potrebbe venire in aiuto la nota teoria scientifica, ancora fonte di numerosi dibattiti tra i più grandi scienziati del mondo, del ”bicchiere mezzo vuoto o bicchiere mezzo pieno?”. O potremo coniare ex novo un nuovo, rivoluzionario, modo di dire ed attribuirlo, apocrifo, al buon Vujadin Boskov: “Un punto è meno di tre punti ma più di zero punti” (o anche, nella versione pessimistica, “Un punto è più di zero punti ma meno di tre punti”). Insomma affrontare la questione potrebbe portarci a toccare vette di pensiero e di considerazione filosofica che nemmeno Franco Ordine e Carlo Pellegatti, persino in una delle loro giornate particolarmente ispirate, riuscirebbero ad avvicinare. Certo è che, pur astenendoci da qualunque giudizio di merito o di valore insito nella considerazione, dal punto di vista strettamente matematico uno è più vicino a zero, dal quale lo separa “1”, rispetto che a tre, dal quale lo separa “2” (per approfondimenti cfr. Impariamo a giocare con i numeri. Sussidiario per le classi 1° e 2° elementare. Editrice La scuola - Brescia, pagg. 4 e seguenti). Per comodità e per non rischiare di fondere i miei neuroni (per non parlare dei vostri) passiamo alla cronaca della partita. Partita che parte su ritmi non particolarmente esaltanti tanto che a bordo campo un eventuale e sparuto spettatore avrebbe potuto pensare si trattasse della riproposizione alla moviola di Belize-Honduras, partita per le qualificazioni ai mondiali del 1978, premiata dai giornalisti di France Football come “partita più lenta nella storia del calcio moderno” (ma solo perchè non hanno ancora avuto modo di visionare la cassetta di Reggina-Cagliari di domenica).Dal torpore e dai ritmi blandi che più blandi non si può chi può saltare fuori se non un animale dal sangue freddo come il cobra di Maida? Ed infatti Aloe timbra ancora una volta il cartellino da bomber dei gol pesanti ed infila il portiere avversario. Uno a zero. Vantaggio meritato? Vantaggio immeritato? Nemmeno il tempo di porre la questione al Tribunale Internazionale dell'Aiax* che i Gladiatori pareggiano con uno sfortunato autogol di Pusceddu. Uno a uno. Il primo tempo prosegue con rare occasioni da una parte e dell'altra e le due squadre che si controllano a vicenda, facendo fare bella figura ai rispettivi difensori. Partita insomma molto tattica e dunque difficile da commentare (per questo ho allungato il brodo con qualche stronzata) folate di Partizan si alternano a schiarite dei Gladiatori (ok, meglio non esagerare con le stronzate e le metafore metereologiche) fino al fischio finale del primo tempo che sembra sospendere e rimandare il giudizio, con un Partizan ai punti leggermente più avanti degli avversari. Nel secondo tempo le due squadre non si nascondono e non si risparmiano, provano entrambe a vincere la partita (ai punti prevalgono i Gladiatori con un forcing finale che procura diversi patemi d'animo in panchina) ma vuoi per la bravura delle due difese, vuoi per la non eccelsa ispirazione dei due attacchi (l'annosa ed eterna questione del bicchiere etc, come vedete torna sempre) il risultato rimane inchiodato sull'uno ad uno. Concludendo un punto che grazie al calendario favorevole per la prossima giornata non è nemmeno da buttare ma che lascia il retrogusto amaro delle occasioni perse. Occasioni perse di cui il Partizan Valpreda, lo ricordiamo, è uno dei maggiori portatori sani nel mondo. * E' il foro competente per quanto riguarda i crimini calcistici, cosi come il Tribunale Internazionale dell'Aia lo è per i crimini contro l'umanità. Moggi, per la cronaca, è stato deferito da entrambi. Corti 6,5. Nessuna responsabilità sul gol. Poco impegnato durante tutto l'incontro disbriga comunque la pratica con mestiere ed attenzione. IMPIEGATO DEL CATASTO. Prasciolu 7. Deve aver seguito il nostro consiglio sulla purga di Montenegro perchè pare aver smaltito il cenone. Puntuale sugli anticipi e qualche volta persino sulle ripartenze, rimugina ma non da in escandescenze dando ordine al reparto. PETTIROSSO DA COMBATTIMENTO. Scardamaglia 7. Anche lui in ripresa, non si risparmia e non si tira indietro quando serve. Il furetto di Lamezia prova a stanare gli avversari fin dentro la loro meta campo ma avrebbe bisogno di un po' più di fiato per rendere al meglio. BENTORNATO. Mereu 7. Anche lui non sfigura in difesa ed è tra i difensori quello più pericoloso quando si sgancia in avanti. PIMPANTE. Pusceddu 6. Ha sul groppone l'autogol decisivo (frutto comunque di una sfortunata deviazione e non di un errore) ma non demerita e non sfigura nel ruolo di jolly difensivo aggiunto. RICOLLOCATO. Pistis 6,5. L'unico a cui le vacanze paiono aver portato giovamento (forse perchè era obeso già da prima) chiude puntuale ed ogni tanto prova ad imbastire qualcosa (sulle percentuali di riuscita diciamo che sono un pelino più basse rispetto alla partita precedente). RINFRANCATO. Spiga 5,5. Continua il momente no. Non gli difettano certo grinta ed impegno, di cui anzi è uno dei maggiori esponenti e lo si vede quando si sacrifica in difesa, ma da lui vorremmo sempre vedere le magie che possono cambiare volto alle partite. APPANNATO. Aloe 7.. Il cobra di Maida instilla una sola goccia di veleno agli avversari (che avrebbe anche potuto essere quella letale) ma a differenza di altre volte si mette anche al servizio della squadra. Chighine 5. Se Prasciolu pare aver digerito i vari cenoni lui è ancora fermo alla digestione degli antipasti dell'Antivigilia. Parte bene ma si perde nel corso della partita. PANTERA TORNA, QUESTA SQUADRA TI ASPETTA.
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ore 20:13 [ ] |
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16.01.2008
BURP! Più che una partita di calcio una gara di rutti. PARTIZAN VALPREDA - CAFFE ALBACHIARA 6-4
Servivano i tre punti (ed una massiccia dose di Alca-Setz per smaltire gli abusi festivi) e tre punti sono stati, sia pure con qualche brivido e qualche amnesia di troppo. Prelevati di forza dal cenone di Capodanno (nel quale, a giudicare dalla pinguedine incipiente, dovrebbero essersi distinti soprattutto Prasciolu e Chighine, con Scardamaglia buon outsider) i partigiani erano attesi da una prova facile ma insidiosa proprio per l'apparente facilità. Pronti via. I Caffeinici paiono aver subito devastazioni ancor più evidenti da cenoni e panettoni con il portiere ed il numero 10 che, a giudicare dalla mole, potrebbero aver ingoiato l'intero fabbisogno alimentare settimanale di tutto il Burkina Faso. Il Partizan prova ad imbastire, non diciamo un gioco, ma almeno un qualcosa di vagamente simile a due passaggi azzeccati ogni quattro fatti ed i Caffeinici, strano a giudicare la loro posizione in classifica, tentano di far ancora peggio sbagliandone cinque ogni sei tentati. Risultato uno a zero per il Partizan con errori degni di un film horror da parte dell'intera retroguardia caffeinica che, esausta dal non riuscire a far segnare gli avanti avversari alla fine decide che chi fa da se fa per tre e si confeziona subito un autogol che nemmeno un bambino geneticamente modificato nato dall'unione sodomitica di Comunardo Niccolai e Riccardo Ferri avrebbe potuto confezionare. Queste, concediamoglielo, sono le partite di Pistis, le partite in cui gli avversari sono talmente scarsi che a uno come lui, cresciuto a pane e volpe in quel di S'Arcu e Susu, non pare vero poterne approfittare (Chighine, cresciuto qualche chilometro più sotto, a S'Arcu e Josso, risparmia invece i colpi per partite più impegnative) e prepotentemente vien fuori Pistis che raddoppia e inventa il tre a zero di Mereu. Tre a zero in dieci minuti appare troppo bello e troppo facile e cosi il Partizan, novello Zelig, si adatta alla squadra che ha di fronte facendo fare un'ottima figura al buon Corti che si aspettava una tranquilla passeggiata di salute e già pregustava la rete inviolata ed il completino da portiere intonso. Tra una parata di Corti e un obbrobrio delle punte partigiane i caffeinici si portano sul 3 a 2 e cominciano a crederci. Sul più bello per loro però Pistis tira fuori dal cilindro uno dei colpi che aveva sempre sognato e mai segnato in quel di Lanusangeles e rimanda ad un futuro indistinto (probabilmente dopo lo sbarco dell'uomo sul Pianeta Ming) i sogni di gloria dei caffeinici ed in particolare del loro uomo più rappresentativo tal Er Puppone (la “u”, nel suo incomprensibile idioma, dovrebbe leggersi come una “i”). Fine Primo Tempo. Il secondo tempo è una carambola di errori di Chighine e sbadigli anche se in apertura il Caffe Albachiara si procura un rigore molto sospetto che poi ha anche l'accortezza di sbagliare. Poteva essere 4 a 3 invece arriva il 5 a 2 con Pistis che ha anche il coraggio di esultare. Poi 5 a 3. Poi Mereu fa il 6 a 3 ed i Caffeinici infilano Corti per la quarta volta fissando il risultato sul 6 a 4. In sostanza un allenamento che ha messo in evidenza i limiti fisici dei partigiani e la verve realizzattiva di Pistis. Corti 8. Ottima partita contro una pessima squadra. Vediamo di non fare pessime partite contro ottime squadre. UOMO RAGNO. Prasciolu 4. Si dimentica di bere il digestivo al cenone di Capodanno e il risultato è sotto gli occhi di tutti. VEDI ALLA VOCE: URGE UNA PURGA DI MONTENEGRO. Mereu 6. Il voto sarebbe 4 ma dato che ha segnato 2 gol diventa 6. (4+2=6) Scardamaglia. 4. solo una parola: IMBARAZZANTE (soprattutto in fase offensiva). Pusceddu 6. Fin che il fiato regge (cioè per quindici secondi e trentadue centesimi) non demerita. UNA CORSETTA OGNI TANTO? Pistis 8,5. Toglie le castagne dal fuoco ai compagni di squadra (e Prasciolu si avventa subito tentando di mangiarsele). HOMBRE DEL PARTIDO. Spiga. Non pervenuto. Probabilmente deve aver litigato con Prasciolu (sicuramente per questioni di cibo) e non si presenta in campo. DESAPARECIDO. Chighine 3. Peggiore in campo. Peggiore persino di Prasciolu. POLVERI BAGNATE.
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ore 19:50 [ ] |
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10.12.2007
JUST A PERFECT DAY... Zanzare Tigri - Partizan Valpreda 7-0 (Chighine, Chighine, Chighine, Chighine, Chighine, Chighine, Chighine, Chighine, Chighine)
Dato che per quanto riguarda la partita di ieri ogni
commento mi pare superfluo passo direttamente alle pagelle.
Corti 5,5. Non compie interventi decisivi e/o miracolosi.
Raccoglie sette volte la palla dal sacco e tanto basta per tenerlo lontano da
qualunque parvenza di sufficienza però nella sconfitta di ieri è
paradossalmente quello più lontano da ogni responsabilità. IMOLATO.
Prasciolu 4. Bisognerebbe dirgli che un difensore non si
giudica dai chilometri percorsi in campo quanto dall’efficacia nelle chiusure e
nelle ripartenze per cui se si percorrono 50 chilometri ma si fanno vaccate
degne di Pistone e/o Centofanti non è che ci si possa vantare. Come ulteriore
aggravante è uno dei primi a tirare i remi in barca quando la barca comincia ad
affondare. RAMMOLLITO.
Mereu 4. Non da spinta, non ha vigore, non ha potenza.
Giochicchia, vivacchia, sparacchia, prova a fare il compitino ma copia dal
compagno di banco Prasciolu e il risultato è sotto gli occhi di tutti.
INSIPIDO.
Scardamaglia 4,5. Mezzo punto in più dei due compagni di
reparto solo perché sembra metterci un pizzico (ma giusto un pizzico) di grinta
in più. E’tra gli ultimi ad arrendersi ma non basta essere tra gli ultimi ad
arrendersi, bisognerebbe essere tra i primi a lottare. INCONCLUDENTE.
Pistis 3,5. Non tampona, non imposta, non tira in porta, non
la butta in rissa. Non fa niente di niente. Una prestazione a tratti
imbarazzante per colui che altre volte aveva saputo caricarsi la squadra sulle
spalle nei momenti del bisogno. CHI L’HA VISTO?
Spiga 6. E’ l’unico che sembra calarsi nello spirito del
torneo di Casalecchio, gli altri compagni di squadra pensavano di essere stati
paracadutati a Tokio per il Mundialito per Club. L’unico che si sporca le mani
e la maglietta, l’unico che si incazza veramente per come va la partita. ALMENO
CI PROVA.
Aloe 3,5. Ok, il portiere avversario era in forma
strepitosa. Ok, un po’ di sfiga c’è stata. Ok, i compagni a volte non lo
assistono. Ok tutto, ma buttarla dentro per un attacante dovrebbe essere un
dovere morale. COLLEGARSI AL SITO WWW.INZAGHI.IT
E SCARICARE ALMENO LA PRIMA DISPENSA: “IL GOL, QUESTO SCONOSCIUTO”.
Pusceddu 5. Riciclato in difesa dato che tanto peggio del Prasciolu
di ieri non poteva certo fare non combina particolari casini ma ha sul groppone
la responsabilità del primo gol avversario. ANIMO!
Chighine 1.. Presentarsi alle partite, anche quando non si
gioca, non guasterebbe.PAVIDO. Colonna sonora: I'll say goodbye
cause nothing good can last
you wear and fade,
you're no where fast
but today
I don't know how
to keep it all inside
but I guess I'll let it slide.
I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
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01.12.2007
RICOMINCIAMO... Real Panama-Partizan Valpreda 3-3 (Spiga, Spiga, Spiga)
Con una settimana di ritardo il Partizan incamera il punto perso (ma potevano anche essere tre) nella partita precedente contro gli zoccoli. Da quello che doveva essere un uno-due terribile (in sequenza Bar Cristallo e Real Panama, prima e seconda in classifica) i partigiani valpredi escono discretamente. Un punto soltanto nel paniere ma qualche risposta confortante sul piano del carattere (contro i panamensi) e del gioco (contro gli zoccoli). Riprendersi dopo la sconfitta di misura della settimana scorsa contro i marziani del torneo non era compito facile. La botta di una vittoria buttata nel cesso per tre minuti di calo collettivo e dopo una partita giocata ad altissimi livelli poteva farsi sentire. E cosi è stato, anche se la sorte ha poi restituito, pur senza interessi, quello che aveva sottratto al Partizan sette giorni prima. Il Partizan di ieri sera era di fronte ad un bivio: reagire e provare a scalare il quarto posto o naufragare in una posizione di classifica mediocre, subito sopra le due squadre sponsorizzate Eminflex. Un punto cambia di poco la classifica ma da garanzie e quel che più conta consente di alimentare speranze sul futuro del torneo. Passiamo alla cronaca. Partita non bella ma discretamente ricca di emozioni. Il Partizan parte decisamente contratto: leccandosi ancora le ferite dell'ultima uscita prova ad imbrigliare la partita su ritmi non altissimi, difendendo con attenzione ed affidando a qualche sparuta controffensiva, spesso improvvisata, le possibilità di sbloccare il risultato. Gli avversari dal canto loro appaiono più organizzati e ruminano il loro gioco senza tuttavia giungere alla segnatura. Sembra un collaudato gioco delle parti con i panamensi che fanno la partita ed i partigiani che lasciano fare in attesa del momento buono per colpire di rapina. Buona parte del primo tempo viene interpretato seguendo questo canovaccio fino a quando il Real Panama giunge al meritato vantaggio. Il Partizan sbanda un poco, con un po' di mestiere ed un pizzico di culo riesce ad arrivare al riposo sotto di una rete soltanto. Il Real Panama si presenta motivato subito dopo l'intervallo e prova a chiudere i conti. Il Partizan ha però un sussulto dei suoi e con Spiga e la complicità del portiere avversario ribalta le sorti dell'incontro: un uno-due micidiale che porta il quintetto partigiano clamorosamente in vantaggio per due a uno. Sul due a uno il Partizan da però il peggio di se ed anziché controllare la partita come aveva fatto fino ad allora, sia pure con qualche affanno, spalanca corridoi e spazi per gli incursori panamensi che hanno buon gioco e facilmente si portano sul 3 a 2. La partita sembra finita: il Partizan ci prova ma senza molta convinzione e precisione ed il Real Panama sembra decidere che è meglio tirare i remi in barca, non forzare troppo i ritmi e portare i tre punti a casa. Ma ancora una volta Spiga (e ancora una volta con qualche colpa del portiere avversario che pure non aveva demeritato nel corso dell'incontro) si fa carico di togliere le castagne dal fuoco per il Partizan e segna il gol del pareggio. Gli ultimi due minuti vedono un Partizan d'assalto e un Real Panama provato, con il Panterone Ogliastrino che per due volte cerca la porta senza però riuscire a dare la zampata decisiva. Concludendo una partita giocata non benissimo, con qualche sbavatura dietro, troppe imprecisioni e poca organizzazione in avanti ma che si è riusciti a riagguantare con un po' di carattere e un po' della buona sorte con cui si era in credito. Corti 7,5. Un paio di parate decisive, qualche parata impegnativa e nessuna colpa sui gol. DETERMINATO. Scardamaglia 7. Partita tutta fosforo e grinta, cerca di prendere in mano la squadra e se non sempre gli riesce non è colpa sua. CONDOTTIERO. Prasciolu: 6,5. Partita ordinata e senza sbavature particolari, appare però carente di quello che è il suo valore aggiunto: la grinta. Stiamo raccogliendo le firme per farci arbitrare di nuovo da Nunzio, gli arbitri che arbitrano bene non lo fanno rendere al meglio. ABATINO. Mereu 6,5. La gazzella di Lunamatrona appare a volte in affanno ma riesce comunque a dare sul campo tutto quello che ha. GENEROSO. Pistis 5,5. Partita sottotono per l'uomo di S'Arcu e Susu. Non incide davanti e non fa diga in mezzo al campo. RIVEDIBILE. Spiga 6,5. Il voto è una media. Perchè gioca una partita da 5 in pagella, apparendo fuori condizione e poco ispirato... Però fa tre gol e ci crede fino all'ultimo, anche se con qualche lamentela di troppo, e merita quindi almeno un otto. CINQUEPIUOTTOTREDICIDIVISODUESEIEMEZZO. Aloe 5,5. Il cobra di Maida appare spuntato e si trova troppo spesso fuori dal vivo del gioco ad aspettare che dalle sue parti passi qualche pallone invitante. A sua parziale discolpa è poco assistito dal resto della squadra data l'impostazione tattica della partita. ASPETTANDO GODOT. Chighine 5,5. Anche il panterone ogliastrino non graffia. Rispetto ad Aloe prova più spesso a cercarsi i palloni ma sottoporta da l'impressione di essere meno letale del cobra di Maida. FIACCO. Pusceddu 5,5. Gioca solo uno scampolo di partita per esigenze tattiche ma appare in calo rispetto alle ultime incoraggianti uscite. Rimane comunque un modello per tutta la squadra per quanto riguarda abnegazione e senso del dovere e di attaccamento alla maglia (anche se ancora non ha la maglia ufficiale Partizan.) SOLDATINO.
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ore 13:23 [ ] |
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16.11.2007
Sogno o son desto? Partizan Valpreda 4 - Hellas 1
PARTIZAN-HELLAS 4-1 Chighine, Mereu, Pistis, Chighine E' un Partizan di lotta e di governo quello visto ieri sera al Palla Allende di Casalecchio Di Reno. La partita con gli Hellas (squadra che sommava in se due dei grandi mali del Novecento: il nazismo e la partenopeità) rappresentava per i partigiani valpredi uno snodo fondamentale nel complesso cammino verso i due traguardi prefissati fin dall'inizio: il quarto posto nel torneo e la sconfitta dell'Impero del Male. Se per quanto riguarda la sconfitta dell'Impero del Male la strada appare ancora lunga e irta di ostacoli (e merde di cane) la via che conduce al quarto posto, dopo la partita di ieri ed a guardare la classifica, appare un po' meno utopica di un tesseramento di Lamberto Dini nel Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando o di una punizione azzeccata da Scardamaglia. Bando alle ciance e passiamo alla cronaca. I partigiani scendono in campo consapevoli di una presunta superiorità degli avversari, ancora imbattuti e reduci da ottime prestazioni (quantomeno a leggere i tabellini) e si impongono come obiettivo quello di affrontare la partita concentrati, stringendo i denti e serrando le fila in attesa della sfuriata dei bombardieri ellenici. Sfuriata dei bombardieri ellenici che si farà attendere quanto e più di un qualsiasi Godot, rivelandosi alla fine più inconsistente della famosa arma segreta vagheggiata da quell'imbianchino pederasta che rispondeva al nome di Adolfo Hitler. Ma bando alle ciance, dicevamo, e passiamo alla cronaca. Il primo tempo è un capolavoro di sagacia tattica e di culo che nemmeno l'Arrigo Sacchi dei tempi d'oro (noto nel mondo per la sagacia tattica, per il culo e per l'imitazione di Maurizio Crozza) avrebbe potuto confezionare meglio di quanto faccia il collettivo partigiano. Per la prima volta nella storia del Partizan le cose girano sin dall'inizio per il verso giusto ed al Panterone Ogliastrino non pare vero di piazzare la zampata che porta il risultato su un insperato 1-0. Sugli spalti e sulle due panchine si pensa ad un fuoco di paglia, ad un gol della bandiera segnato in anticipo per evitare di non farlo alla fine per mancanza di fiato. I minuti passano con il Partizan che aspetta che gli Ellenici si scuotano dal torpore e lo travolgano impietosamente. Dato che gli Ellenici non si decidono a reagire il Partizan prova a bussare ancora a coppe, segnando con il duo Pusceddu-Mereu il gol con la più alta densità di passaggi in un metro quadrato nella storia del calcio a cinque. Passi per l'uno a zero ma il due a zero è un affronto che i nazi-scali-elladi-partenopei non possono subire senza imbastire una reazione. E' la reazione c'è, anche se priva di costrutto, e per dare un senso alla partita dell'Hellas la difesa partigiana decide di fare l'unica sbavatura di tutto l'incontro regalando il gol del due ad uno agli avversari, così, tanto per motivarli un po' e far partecipare anche loro alla partita. Sul due ad uno gli esperti di storia e statistica partigiana prevedono almeno tre-quattro gol degli avversari nell'arco di meno di cinque minuti primi e trenta secondi. Ed invece Pistis tira fuori dal cilindro una punizione che, pur essendo una delle più brutte punizioni nella storia del cinema europeo, ha il merito di spostare definitivamente l'equilibrio e l'inerzia della partita sul versante Partigiano. La linea gotica ellenica è sfondata e l'incursore Chighine ne approfitta per piazzare il quattro a uno sul quale si chiude il primo tempo. Il secondo tempo trascorre in apnea, con il Partizan che gestisce in maniera ordinata e puntuale il risultato, conscio del fatto che i tre punti in palio ieri erano fondamentali, ed un Hellas che appare svuotato di quell'ardore agonistico che servirebbe loro per rimettere in carreggiata la partita, probabilmente diversa da come se la erano immaginata prima del fischio d'inizio. Per concludere quello visto ieri è un Partizan maturo e consapevole dei propri limiti e delle proprie qualità, un Partizan che se ha avuto la fortuna di trovare i gol nel momento giusto ha avuto anche la capacità e la concentrazione di gestire il vantaggio e di non farsi prendere da attacchi di panico quando gli avversari provano una qualche rimonta. Certo bisogna togliere la tara dal risultato e dalla partita di ieri, nel senso che forse gli Hellas visti ieri non erano al massimo delle loro potenzialità, ma come sempre in questi casi è il tempo che dirà dove ieri sera finivano i meriti partigiani e cominciavano i demeriti ellenici. Se la partita ed il risultato dovessero ripetersi la settimana prossima contro l'ostico Bar Zocca sarebbe bene ricordare che, come insegna Sherlock Holmes, tre indizi fanno una prova... Corti 7. Interpreta il ruolo in maniera personale ma efficace, ormai non ci stupisce più. E' diventato con il tempo un pilastro ed un punto fermo della squadra (a prescindere dal fatto che non abbiamo un portiere di riserva) e la squadra sa che può contare su di lui nei momenti di maggior affanno. IMPECCABILE. Scardamaglia-Mereu-Prasciolu 9. Voto collettivo per un reparto, quello difensivo, che si muove per tutta la partita come un sol uomo tricefalo. Impossibile distinguere i meriti dell'uno da quelli dell'altro, i tre appaiono intercambiabili ed affiatati più di Aldo, Giovanni e Giacomo o dei Ricchi e Poveri. Forse gli avanti avversari ieri non erano in forma ma anche se lo fossero stati avrebbero trovato pane per i loro denti. BURGNIC-FACCHETTI-GUARNERI-(PICCHI) Pistis 7,5. Mezzo voto in più per la punizione che nell'economia della partita vale doppio. L'uomo di S'arcu e Susu ci mette ancora una volta tutto il fiato (sempre poco) e tutta l'esperienza (sempre tanta) che ne fanno l'uomo dei momenti decisivi nella storia partigiana. JOHN WAYNE. Spiga 7. La Magic Box nostrana capisce al volo che non è la sua giornata migliore ed allora si reinventa terzino e difensore aggiunto chiudendo la scatola dei trucchi da prestigiatore del gol ed aprendo quella del fabbro ferraio da difesa. DUTTILE. Chighine 8. Apre e chiude le danze come un attaccante di razza sa e deve fare. Non disdegna come sempre di rimboccarsi le maniche e dare una mano laddove serve. ROARRRR. Pusceddu 6,5. Un assist e tanta voglia di fare: comincia a ritagliarsi un ruolo non da comparsa ma da attore non protagonista nelle sceneggiature Partizan. Prossimamente su questi schermi il suo esordio nel tabellino marcatori. Magari contro i prossimi avversari. RINFRANCATO.
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